MULTIVERSO

Mondi interconnessi: porte che si aprono tra scienza e fantascienza, spiritualità e magia, fantasia e realtà.

DEBORA MONTANARI

Gli ultimi lavori, eventi, news. Biografia e foto per stampa e blogger. Contatti: info@deboramontanari.com

SF & FANTASY

Fantascienza, Fantasy, Horror, la Fiction nei film, nei libri e in tutti i lavori artistici. Da tutto il Mondo. Per tutte le età.

FILES DI CONFINE

Il punto di vista dell'autrice. Conferenze, progetti, articoli, ricerche: il lavoro di Debora al di fuori dei suoi libri.

immagine astratta, multiversoQuesto articolo è un estratto della mia conferenza intitolata “SF and Border Science: an Italian point of view” (“Fantascienza e Scienza di Confine: un punto di vista italiano”), tenuta giovedì 30 Agosto 2012 alle 16.30, presso la Chicon 7 - 2012 Worldcon and Hugo Awards - a Chicago (Illinois, USA).

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In questa conferenza si parla di scienza di confine in relazione alla cultura italiana e alla creatività o, più precisamente, in relazione all’apertura mentale.

La fringe science o scienza di confine è  una ricerca scientifica in campi di studio che si distaccano dalle teorie tradizionali; detto questo, diventa ovvio che i concetti di confine siano altamente speculativi: per esempio la Teoria-M, ma anche la tanto discussa Teoria del Multiverso, incontrano la definizione di scienza di confine; basti pensare a serie tv come "Fringe" o "Eureka" per avere un'idea di cosa sia la fringe science.

Comunque, qui, non si vuole entrare nell’ambito scientifico vero e proprio, tutto è in relazione al contesto: scrivere fantascienza, leggere fantascienza, fare fantascienza. Quindi parlerò di conservatorismo in funzione dei contenuti che affrontiamo qui adesso, senza entrare nelle specifiche posizioni del mondo scientifico. Oggi ci interessa vedere come è vista in Italia la scienza di confine, capire il suo rapporto con i lettori e soprattutto con gli scrittori italiani di fantascienza.

Dal mio punto di vista molti temi della fantascienza non potrebbero esistere senza la scienza di confine, così come la scienza di confine non può non cominciare dalla fantascienza e io non posso esimermi dal non mettere di fianco a “scienza” la parola “confine”: perché? Perché In Italia la scienza è un problema, perché in Italia la scienza è solo quella tradizionale: non è ammessa una scienza al di fuori di quella mainstream, non è ammessa una scienza creativa e, attenzione, per scienza creativa  non intendo la scienza come “favola” ma intendo quella capace di percorrere sentieri non battuti per inseguire idee originali, anche estreme.
Così, la scienza di confine che osa uscire dai binari per proporre nuove e strane teorie, è guardata dagli scienziati del mainstream con derisione. Ecco che l’indissolubile legame tra scienza e fantascienza assume, in Italia, un aspetto univoco: non c’è più quello scambio positivo e creativo tra l’una e l’altra, ma compare da una parte una scienza quasi inquisitoria e dall’altra parte una fantascienza solitaria.

Prendo un esempio dall’astronomia: immaginate una stella binaria che rimane senza compagna, quali possono essere le conseguenze? Il tipo di interazione tra le stelle che compongono un sistema binario dipende dalla distanza che le separa. Quanto minore è tale distanza tanto più le interazioni sono importanti; esistono stelle per cui la distanza reciproca è così ridotta che può instaurarsi uno scambio di massa e non è forse il nostro caso? Non sono forse scienza di confine e sci-fi[1] stelle binarie che ruotano l’una intorno all’altra e così ravvicinate da scambiarsi… massa, cioè idee e informazioni?

In Italia la scienza non guarda alla sci-fi come a una compagna di viaggio, come a una buona alleata che accresce l’interesse del pubblico, ma la scienza tradizionale la vede come intrattenimento, nulla di più. Perché? Se in Italia la gente pensasse che esiste una relazione tra scienza e fantascienza, allora sarebbe portata a ragionare sulle nuove teorie di confine, sulle idee di scienziati alternativi e questo toglierebbe potere alla scienza ufficiale destabilizzando lo status-quo scientifico. Questo ha delle conseguenze non solo sui lettori, ma anche sugli scrittori, ad esempio noi non abbiamo scienziati[2] che siano anche scrittori di fantascienza, verrebbe considerato un controsenso, anzi, una sorta di eresia.

In Italia la scienza mainstream non segue la globalizzazione ma la conservazione.
Il conservatorismo scientifico italiano vuole il controllo ma non si rende conto che non l’ha più: oggi c’è il Web. La tecnologia ha quindi reso più potente la creatività così come lo hanno fatto le nuove teorie scientifiche: la tecnologia e la scienza di confine hanno dato vita a infinite possibilità. Così molti campi della scienza di confine, come ad esempio l’archeologia di confine o le teorie estreme della fisica quantistica, sono entrate nell’immaginario non solo degli scrittori ma anche di pensatori, di filosofi, di chi cerca una verità sull’esistenza, verità che la scienza tradizionale non è mai riuscita a dare.
Lo scrittore di fantascienza tende alla ricerca di queste verità, in ItaliDebora Montanari durante la sua conferenza agli Hugo Awards 2012, Chicagoa soprattutto, dove la scienza di confine viene quasi nascosta alle persone: quindi è lo scrittore che deve cercare di divulgarla, per quel che può.
A questo punto avrete capito che lo scrittore di sci-fi italiano ha più responsabilità: deve raccontare, intrattenere, divertire; ma anche rivelare e divulgare la scienza di confine. Un buon modo per farlo è far sapere al pubblico a quali teorie lo scrittore si è ispirato per sviluppare le sue idee, far conoscere le fonti e quindi indirizzare i lettori verso le informazioni più appropriate.

Se il rapporto tra scienza di confine e fantascienza è indissolubile, allora in Italia tale rapporto diventa fondamentale, proprio per una questione culturale. Difronte all’emarginazione della scienza di confine come si presenta in Italia la fantascienza? O meglio: come la presentano gli scrittori?
La scienza tradizionale ostacola gli scienziati di confine a tal punto che non solo vengono emarginati ma non sono più considerati scienziati: se osano uscire dai binari, il rischio di non lavorare più nelle Università, e in campo scientifico in generale, è davvero alto.
Posso citare lo scrittore Ben Bova, che nella sua serie degli “Esiliati” mette in campo l’esilio degli scienziati della genetica di confine proprio per evitare che lo staus-quo perda il suo equilibrio. Ben Bova negli anni ’70 parlava già di emarginazione della scienza di confine in nome del conservatorismo, ma quello che mi ha fatto pensare è che , nel primo libro “I Condannati di Messina”, la sede del governo mondiale è in Italia, a Messina. Coincidenza o preveggenza?

In Italia uno scienziato di confine rimarrà sempre lo “scienziato pazzo” da emarginare, o da esiliare!
In realtà, lo scienziato pazzo è come uno scrittore di fantascienza, utilizza una forma di “pre-visione” che, nel nostro caso, non è una capacità paranormale ma, cercando il sinonimo più appropriato, vorrei chiamarla una “oltre-vista”… oltre cosa? Oltre i confini prestabiliti dal mainstream, dalla società, oltre i binari della normalità. Quella che io chiamo “oltre-vista” non è magia, ma la capacità di elaborare teorie, idee, insomma… le già citate infinite possibilità che in Italia sono nelle mani della fantascienza.

Quando lo scrittore italiano applica queste infinite possibilità deve tenere conto del fatto che la nostra realtà scientifica è fortemente ancorata allo status quo, quindi ha l’occasione di portare il lettore di fronte a tematiche di scienza di confine. Tutto ciò che scrive è, infatti, indirizzato a un pubblico che sta aumentando ed è sempre più eterogeneo per livello di cultura, età e gusti: dunque non solo appassionati di sci-fi, ma tutti. La scienza ufficiale non parla di teorie alternative? Nessun problema… lo fanno gli scrittori di fantascienza!

Non c’è condizionamento sul pensiero dello scrittore di sci-fi, è libero più di quanto possiate immaginare: vi sembrerà un controsenso ma il fatto che non ci sia informazione sulla scienza di confine, consente allo scrittore italiano di muoversi senza ingerenze e non sto dicendo che può raccontare fesserie, al contrario, sto sottolineando che può scrivere e dire ciò che realmente si dice nel mondo di queste scienze, senza che qualcuno gli detti regole che possano limitare l’informazione; ecco spiegato in parte perché i contenuti della fantascienza italiana sono così “freschi”. Mentre in altri generi possono subentrare regole accademiche o di mercato, nella fantascienza c’è libertà. L’utilizzo delle teorie di scienza di confine diventa quindi lo strumento numero uno per noi scrittori per realizzare e supportare la oltre-vista, come dicevo prima, la elaborazione di idee e ora posso dire... la libera elaborazione di idee e la proposta creativa della scienza.

Comunque, la mancanza di una cultura scientifica di confine può farsi sentire anche nella fantascienza: alcuni scrittori rimangono infatti ancorati al convenzionale, al futuro come prolungamento della storia, o come il ribaltamento di questa, nel caso della corrente Ucronica - molto di moda nel mio Paese - ; a volte ci si trova di fronte a una sorta di fantascienza fatta di verismo sociale e scientifico che ha una sola differenza con la nostra realtà, è ambientato nel futuro, con trame però prive di contenuti “di confine”. Comunque, una buona percentuale di scrittori italiani di sci-fi cerca di esprimersi attraverso immagini che rappresentino un diverso ordine della realtà, tutto generato dalle idee della fisica quantistica, dalla scienza di confine che ci porta ben oltre la scienza, che esce dai binari per viaggiare in luoghi mai battuti.

La fantascienza sa bene che allargare gli orizzonti, porta la conoscenza; per conoscenza, però, non si intende l’informazione imprigionata dalle regole e dal limite umano, si intende, invece, la creatività che non ha regole e può viaggiare fuori dai binari, fuori dai giochi di potere, fuori dalle imposizioni accademiche.
La massima espressione di creatività è nella fantascienza che, come la scienza di confine, sfida il confine tra quel che si conosce e quel che non si conosce.


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Note:

[1] Sci-fi significa fantascienza, è l’abbreviazione delle parole inglesi: science-fiction.

[2] Specifico che per “scienziati” non intendo tutti i laureati in materie scientifiche, ma solo coloro che lavorano come scienziati o ricercatori in istituzioni, università, compagnie private e così via.

Pubblicato in inglese anche da Europa SF-The European Science Fiction Portal (Il Portale Europeo di Fantascienza).

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Photo credits
> image 1 - immagine astratta di Garik Barseghyan, da Pixabay
> image 2 - Debora Montanari
durante il suo panel allo Chicon7-Hugo Awards 2012,
con l'editore Luigi Petruzzelli
e l'autrice Barbara G. Tarn